Reflui abrasivi derivanti da processi di microfusione. Come trattarli:

Pompe per reflui da microfusione: soluzioni per fluidi abrasivi e viscosi: Pompa Hose Carrier HCP 40 con inverter su carrello per reflui abrasivi derivanti da processi di microfusione

Nel settore della microfusione industriale, la gestione dei reflui è una sfida complessa per ingegneri di manutenzione e responsabili di processo. I reflui derivanti dalle fasi operative possono presentare caratteristiche estremamente abrasive e viscosità variabili, rendendo la scelta della tecnologia di pompaggio un elemento critico per la continuità e l’affidabilità del processo. In questo articolo analizziamo in dettaglio le problematiche associate ai reflui abrasive e illustriamo perché le pompe per reflui da microfusione di tipo peristaltico rappresentano una soluzione tecnica superiore rispetto alle alternative tradizionali.

Cosa sono i reflui abrasivi nella microfusione

I reflui tipici nei processi di microfusione sono generati in diverse fasi: preparazione delle barbottine ceramiche, rivestimento dei grappoli, lavaggi di vasche, deceraggio e rottura del guscio. Questi reflui includono miscugli di acqua con sospensioni di materiali ceramici (zircone, allumina, mullite), fanghi ad alta percentuale di solidi e residui con estremi potenziali di abrasività. La presenza di particelle solide in sospensione rende questi fluidi particolarmente impegnativi da movimentare, in particolare con pompe che utilizzano valvole, guarnizioni o meccanismi di tenuta tradizionali, perché questi componenti sono soggetti a occlusioni ed usura.

Le sfide del trasferimento di reflui abrasivi con pompe tradizionali

Molte aziende utilizzano pompe a membrana pneumatica per la movimentazione di reflui industriali grazie alla loro capacità di autoadescamento. Tuttavia, quando si tratta di reflui abrasivi e viscosi tipici della microfusione, emergono criticità operative:

  • La presenza di agglomerati solidi può compromettere l’autoadescamento efficace, nonostante venga universalmente considerata capace di aspirare;
  • La variabilità della viscosità richiede frequentemente componentistica aggiuntiva quali valvole o sistemi di controllo che aumentano la complessità e i rischi di malfunzionamento;
  • La marcia ad intermittenza e a secco prolungata aumenta le pulsazioni e può deteriorare rapidamente le membrane e le valvole;
  • L’aspirazione efficace di fluidi ad alta viscosità, il sistema valvolare ne risente dato che può bloccarsi o chiudersi parzialmente in presenza di solidi compatti.

Perché la pompa a membrana tubolare supera le limitazioni delle pompe a membrana pneumatica

L’esigenza del cliente era chiara: una pompa che trasferisse i reflui presenti nelle varie vasche del processo di microfusione con certezza di adescamento, senza necessità di invasamento preventivo e senza dispositivi ausiliari complicati. La pompa doveva inoltre adattarsi a variazioni di viscosità, essere regolabile facilmente e resistere a condizioni di marcia a secco senza vulnerabilità meccaniche.

In questo contesto, si è optato per una pompa a membrana tubolare di tipo  Hose Carrier, in particolare il modello HCP 40, con inverter per la regolazione di velocità. Questo design innovativo offre caratteristiche che affrontano direttamente i limiti delle pompe a membrana pneumatica tradizionali.

Vantaggi della pompa Hose Carrier HCP 40 nella microfusione

Vantaggi Hose CarrierSvantaggi pompe a membrana pneumatica
  • Adescamento rapido e affidabile senza invasamento o valvole di fondo
  • Eccellente capacità di aspirazione con vuoto costante anche a bassi regimi
  • Reversibilità semplice tramite contro-rotazione
  • Nessun contatto fra fluido e organi meccanici
  • Funzionamento a secco senza danni
  • Regolazione semplice della portata con inverter
  • Pulizia completa delle linee aspirazione/mandata
  • Minor consumo energetico rispetto ai sistemi pneumatici
  • Autoadescamento spesso incerto in presenza di solidi
  • Limitata capacità di aspirazione a basse velocità
  • Nessuna reversibilità di flusso è possibile
  • I solidi compatti mettono in crisi valvole e relative sedi
  • Maggiore vulnerabilità alla marcia a secco prolungata
  • Richiede componentistica aggiuntiva per variazione portata
  • Pulizia più complessa con ristagni possibili
  • Consumo energetico elevato con compressori e unità trattamento aria

In particolare, la Hose Carrier HCP 40 con inverter integrato consente di variare la velocità di rotazione in funzione della viscosità del refluo, garantendo portate costanti senza necessità di regolazioni complicate.

Una nostra azienda cliente che produce componenti in microfusione ha installato con soddisfazione questo modello per il trasferimento di barbottine ceramiche e reflui viscosi durante le operazioni di travaso da vasca a vasca. Il risultato è stato un netto miglioramento dell’affidabilità operativa, eliminando intoppi dovuti all’autoadescamento incerto, riducendo manutenzioni frequenti e abbattendo i costi energetici associati alle precedenti pompe a membrana pneumatica.

Conclusione: scelta tecnica per manutentori e ingegneri di processo

Per applicazioni di trasferimento di reflui abrasivi e viscosi nel settore della microfusione, le pompe per reflui da microfusione basate sulla tecnologia peristaltica rappresentano una soluzione tecnica affidabile, efficiente e facilmente integrabile nei processi industriali più esigenti. Grazie alla capacità di autoadescamento senza ausili, reversibilità, resistenza alla marcia a secco e regolazione della portata, le pompe a membrana tubolare come la Hose Carrier HCP 40 offrono vantaggi significativi rispetto alle pompe a membrana pneumatica tradizionali, riducendo costi di esercizio e migliorando le performance di processo.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP  35

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Pompe Industriali per Scrubber:

La Soluzione Ottimale con le Pompe Peristaltiche Hose Carrierpompe industriali per scrubber e fanghi acidi

Pompe Industriali per Scrubber e fanghi aggressivi: Negli impianti chimici, i sistemi di depurazione tramite scrubber sono fondamentali per il trattamento dei gas inquinanti. Lo scrubber funziona catturando e neutralizzando le particelle contaminanti presenti nei fumi industriali attraverso un processo di lavaggio con soluzioni chimiche specifiche. Questo processo genera inevitabilmente dei fanghi carichi di residui contaminanti, spesso caratterizzati da una certa viscosità e da un elevato potere abrasivo. Per il loro recupero e trasferimento, la scelta della pompa giusta è cruciale per garantire efficienza, affidabilità e ridurre i costi di manutenzione.

Limiti delle Pompe Pneumatiche a Membrana

Tradizionalmente, le pompe pneumatiche a membrana sono state impiegate per il trasferimento dei fanghi prodotti dagli scrubber. Tuttavia, queste pompe presentano alcuni importanti limiti, tra cui:

  • Una tendenza al blocco del sistema valvolare dovuto alla precipitazione dei fanghi in occasione di fermate più prolungate nel tempo.
  • Facilità di occlusione e blocco in caso di fermata dato che il corpo pompa non può mai svuotarsi completamente liberando e pulendo le camere ed il sistema valvolare .
  • L’azionamento pneumatico dedicato ha un basso rendimento, aumentando sensibilmente i costi operativi a parità di prestazioni con una pompa elettromeccanica.

Pompe industriali per scrubber Hose Carrier: La Soluzione Ideale per il Recupero dei Fanghi acidi.

Le pompe peristaltiche autoadescanti di superficie, come la Hose Carrier, rappresentano un indubbio vantaggio nel settore delle pompe industriali per scrubber, offrendo benefici significativi rispetto alle pompe pneumatiche a membrana. Ecco perché:

  1. Adescamento rapido e a secco senza invasamento La pompa Hose Carrier può iniziare a funzionare immediatamente senza bisogno di pre-riempimento o la necessità di partenza a valvole bagnate condizione a volte necessaria per le pompe a membrana tradizionali.
  2. Resistenza all’abrasione e alla usura chimica Le membrane tubolari delle pompe Hose Carrier sono progettate per resistere a fluidi altamente abrasivi e chimicamente aggressivi, riducendo i costi di manutenzione e il rischio di guasti improvvisi.
  3. Maggiore capacità di trasporto fluidi viscosi e contenenti solidi Questa pompa gestisce con facilità fanghi densi, sia con solidi compatti che frangibili, evitando limiti ed occlusioni tipicamente presenti nella maggior parte delle pompe a membrana tradizionali.
  4. Efficacia superiore nell’aspirazione e trasferimento dei fanghi Grazie alla sua potente capacità di aspirazione, la Hose Carrier facilita il recupero e il trasferimento dei fanghi destinati ai successivi trattamenti di smaltimento o riutilizzo.
  5. Facilità di pulizia e prevenzione delle sedimentazioni A fine ciclo di lavoro, la pompa può essere completamente svuotata, evitando ristagni e sedimentazioni che potrebbero compromettere il funzionamento, un problema comune nelle pompe a membrana.
  6. Risparmio economico ed efficienza energetica Essendo di tipo elettromeccanico, la Hose Carrier elimina la necessità di compressori, unità di trattamento dell’aria e altre apparecchiature pneumatiche energeticamente molto costose e a basso rendimento.

Pompe industriali per scrubber semplici, rapide ed energeticamente efficienti

Le pompe industriali per scrubber Hose Carrier devono garantire affidabilità, resistenza e versatilità nel trattamento dei fanghi prodotti. La pompa Hose Carrier si distingue nettamente rispetto alle tradizionali pompe pneumatiche a membrana grazie alla sua capacità di gestire fanghi abrasivi e viscosi senza occlusioni, alla sua grande capacità di aspirazione ed a quella di pulizia. Inoltre, il minor consumo energetico e la riduzione dei costi operativi ne fanno la scelta ideale per le industrie chimiche che vogliono ottimizzare il loro processo di trattamento dei gas e residuali mediante scrubbers.

Scegliere una pompa peristaltica Hose Carrier significa investire in un sistema più efficiente, durevole e performante, garantendo un trattamento più efficace dei fanghi provenienti dagli scrubber industriali.

Di recente sono state installate due pompe Hose Carrier HCP 25 all’interno dell’impianto di produzione di un nostro nuovo cliente operante nel settore chimico. Le due pompe prelevano i fanghi aggressivi e contaminati sotto forma di una sorta di poltiglia occasionalmente più o meno densa. Svolgono la loro funzione controllate da apposite sonde che ne controllano l’avviamento, svuotandosi completamente a fine ciclo per evitare possibili problemi in caso di ripartenza dopo fermate prolungate.

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Pompe per Aspirazione acque di condensa contaminate

L’ Aspirazione acque di condensa contaminate a volte non è cosa banale.Aspirazione acque di condensa contaminate e pompe ideali per casi "difficili"

Aspirazione acque di condensa contaminate e qualche problema derivante: Le acque di condensa contaminate sono un refluo comunemente prodotto da molti processi industriali, ci sono molte soluzioni per aspirare e trasferire le tali reflui, molti tipi di pompe sono in grado di farlo, alcune sono prodotte esattamente per questo scopo, in apparenza questa applicazione sembrerebbe abbastanza banale.

Sempre presenti i “casi particolari”.

Esistono, come sempre del resto, “casi particolari”, questo è uno del quale ci siamo occupati con una soluzione efficace e funzionale, ma insolita e fuori dagli schemi.

Il nostro cliente gestisce la manutenzione di un grosso impianto chimico. Nell’impianto vengono operati diversi processi, uno dei quali produce acque di condensa contaminate che vengono raccolte in un pozzetto.

La gestione funzionale di questo refluo, genera qualche fastidio. Le acque di condensa che si formano, comprendono anche detriti e particolato soldi di piccole proporzioni.

Il pozzetto si trova in una posizione particolarmente scomoda e difficile da raggiungere per le operazioni ordinarie di manutenzione e controllo.

Le soluzioni “convenzionali” ed i problemi che ne derivano:

La pompa sommergibile utilizzata per l’allontanamento dell’acqua di condensa lavora con una frequenza molto bassa e per poco tempo, probabilmente in seguito ai prolungati periodi di inattività, il servizio reso dalla pompa è molto incerto a causa di piccoli inconvenienti che si verificano occasionalmente come il mancato funzionamento del dispositivo di controllo a galleggiante che aziona e ferma la pompa, ostruzioni dovute alla inclusione e sedimentazione di particolato solido che ne limitano o bloccano l’operatività. Diverse bruciature del motore elettrico a causa del funzionamento senza liquido sono accadute nel corso degli anni.

La completa sostituzione della pompa si è resa necessaria svariate volte nel corso degli anni senza che se ne fosse potuto identificare chiaramente il motivo.

Il problema è risolto:

Determinato a risolvere questo problema ricorrente, il nostro cliente ha installato una pompa a membrana tubolare HCP 20 autoadescante di superficie, posizionandola in una collocazione molto più comoda situata a ben 15 metri dal punto di captazione nel pozzetto profondo 1,5 metri.

Con la sua notevole capacità di aspirazione, pompa Hose Carrier HCP 20, aspira l’acqua di condensazione attivandosi con una sonda di livello capacitiva, insensibile alle problematiche riscontrate con i normali galleggianti a braccio montati di serie nelle piccole pompe sommergibili.

La pompa autoadescante a membrana tubolare HCP 20 parte a secco, senza necessità di invasamento e drena le acque di condensa contenute nel pozzetto, senza alcuna difficoltà nonostante la considerevole distanza tra la pompa ed il punto di aspirazione.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 20 

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Pompe per fanghi di decapaggio

Soluzioni tecnologiche per un pompaggio efficiente dei reflui di decapaggio.Pompe per fanghi di decapaggio

Pompe per fanghi di decapaggio. Il processo di decapaggio dei metalli rappresenta una fase fondamentale nel trattamento superficiale, volto a rimuovere ossidi, impurità e contaminanti presenti sulla superficie del metallo, al fine di prepararlo per le fasi successive di finitura. In questo contesto, i fanghi di decapaggio, sono reflui residui ottenuti dall’azione chimica del processo di decapaggio ed assumono una natura particolarmente aggressiva e abrasiva, rappresentando una sfida significativa per le attrezzature impiegate nel loro pompaggio e trasferimento.

Il decapaggio si effettua generalmente mediante soluzioni acide o alcaline, capaci di dissolvere le impurità superficialmente aderenti al metallo. Questo trattamento, oltre a migliorare l’adesione delle vernici o dei rivestimenti protettivi, garantisce una maggiore uniformità nella finitura del pezzo lavorato. Tuttavia, il processo genera reflui altamente corrosivi e contenenti particelle solide, che richiedono sistemi di pompaggio particolarmente robusti ed efficienti.

La natura dei fanghi di decapaggio è duplice: da un lato, si tratta di un liquido carico di agenti chimici aggressivi, capaci di attaccare le superfici metalliche e, soprattutto, i materiali meno resistenti delle pompe; dall’altro, la presenza di particelle abrasive e sedimenti può portare a un rapido deterioramento dei componenti interni delle pompe stesse. Queste condizioni operative possono causare usura accelerata, blocchi e malfunzionamenti che, nel lungo periodo, si traducono in costose interruzioni di produzione e in elevati costi di manutenzione.

I danni potenziali che si generano nelle pompe a causa del pompaggio dei fanghi di decapaggio sono molteplici. L’azione abrasiva delle particelle in sospensione, unita alla forte aggressività chimica del liquido, può compromettere sia i sistemi di tenuta (statica o dinamica) che le parti in movimento, provocando perdite, inceppamenti e, in casi estremi, la rottura completa della pompa. Un ulteriore aspetto critico riguarda la tendenza dei fanghi a sedimentarsi all’interno dei tubi e delle camere di pompaggio, fenomeno che non solo riduce l’efficienza operativa, ma può anche causare blocchi e avviamenti irregolari, con conseguenti rischi per la sicurezza e l’affidabilità dell’impianto.

Pompe per fanghi di decapaggio realmente efficienti.

Per ovviare a tali criticità, l’adozione di una pompa peristaltica autoadescante di superficie, come la Hose Carrier, si configura come una soluzione tecnologica particolarmente vantaggiosa. Questo tipo di pompa, progettata specificamente per il pompaggio dei fanghi di decapaggio, presenta caratteristiche che la rendono ideale per affrontare le difficoltà legate a reflui aggressivi e abrasivi.

In primo luogo, la facilità di utilizzo della pompa Hose Carrier è notevole grazie alla capacità di adescamento rapido e a secco senza invasamento, che permette di avviare il pompaggio senza dover riempire preventivamente il corpo pompa. Questo vantaggio operativo si traduce in una notevole riduzione dei tempi morti e in una maggiore efficienza produttiva.

Inoltre, la pompa risulta insensibile alla marcia a secco o a intermittenza, garantendo un funzionamento affidabile anche in condizioni operative variabili. Tale caratteristica è particolarmente importante in ambienti industriali dove il pompaggio dei fanghi di decapaggio può essere soggetto a fluttuazioni nel flusso o a interruzioni temporanee, senza compromettere l’integrità della macchina.

Un ulteriore punto di forza della Hose Carrier è la sua resistenza all’abrasione e all’aggressione chimica. Grazie a materiali e componenti appositamente selezionati, la pompa è in grado di sopportare sia l’azione corrosiva dei fanghi che l’erosione causata dalle particelle in sospensione, prolungandone significativamente la vita utile e riducendo i costi di sostituzione e riparazione.

La maggiore efficacia nella aspirazione e nel trasferimento dei reflui aggressivi è garantita dalla grande capacità di aspirazione della pompa, unitamente a una bassa velocità di rotazione rispetto ad altre tipologie di pompe. Questo design permette semplificare il flusso di fanghi, anche in presenza di elevate concentrazioni di particelle abrasive.

Un altro aspetto fondamentale è la facilità di pulizia: al termine di ogni ciclo di lavoro, la pompa Hose Carrier può svuotarsi completamente, evitando la formazione di ristagni e sedimentazioni che, in altre pompe, possono facilmente causare blocchi e malfunzionamenti.

Infine, la manutenzione molto semplificata e i bassi costi di gestione rappresentano ulteriori vantaggi. La pompa è dotata di un unico elemento di usura, la membrana tubolare, che può essere sostituita in sito in breve tempo, senza la necessità di rimuovere l’intera apparecchiatura o le tubazioni di linea. Questo riduce notevolmente i tempi di fermo impianto e i costi operativi, rendendo la Hose Carrier una scelta economica e performante per il pompaggio dei fanghi di decapaggio anche a lungo termine.

In conclusione, l’utilizzo di pompe progettate appositamente per il pompaggio dei fanghi di decapaggio, come la peristaltica autoadescante Hose Carrier, rappresenta un investimento strategico per le industrie metalmeccaniche e di finitura delle superfici metalliche. Grazie alle sue caratteristiche tecniche e operative, questa tecnologia permette di affrontare con successo le criticità legate a reflui aggressivi e abrasivi, garantendo un funzionamento continuo, sicuro ed economicamente vantaggioso.

Per questi motivi la Hose Carrier HCP 50 è stata scelta da un importante azienda che si occupa di processi di finitura e rivestimento delle superfici metalliche su scala multinazionale. Montata alla base vasche fuori terra appositamente allestite per il processo di decapaggio dei componenti. La pompa aspira il refluo più addensato proprio grazie alla propria capacità di adescamento ed alla possibilità di poter funzionare senza danno anche con afflusso discontinuo, che ha generato continui danni alla pompa di precedente installazione.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 50

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Pompe per l’aspirazione di acidi derivanti dallo smaltimento di batterie al piombo.

Riciclo delle batterie ad elettrolita e problematiche frequenti:pompe per acidi contaminati

Le pompe autoadescanti per acidi contaminati rivestono un ruolo fondamentale per garantire un processo di recupero sicuro ed efficiente nel settore del riciclo degli accumulatori al Piombo. Lavorare con batterie al piombo significa dover affrontare il problema della contaminazione dell’acido da particolato solido, che rende l’estrazione e il recupero del liquido molto più impegnativi rispetto al trattamento di fluidi genericamente aggressivi, ma puliti. Di seguito, esploreremo brevemente il processo di estrazione e recupero dell’acido contaminato, le criticità legate all’utilizzo di pompe tradizionali e come la pompa auto-adescante di superficie “Hose Carrier”, in particolare il modello Hose Carrier HCP 20, rappresenti una soluzione innovativa e affidabile.

Il Processo di Estrazione e Recupero dell’Acido Contaminato

Durante il processo di riciclo delle batterie, l’elettrolita acido (Acido Solforico) viene spesso miscelato a particelle di piombo e altri contaminanti solidi di carattere salino (Solfato di Sodio) e particelle di plastica. Questa miscela, deve essere aspirata per poter successivamente separare l’acido dai solidi contaminanti. Tradizionalmente, la fase di aspirazione e trasferimento del refluo è critica: una pompa inadeguata rischia di non riuscire a resistere alla combinazione della componente chimicamente aggressiva con quella abrasiva.

Le comuni pompe per acidi, progettate per il trasporto di fluidi puliti, non sono adatte a gestire liquidi con presenza di solidi. Queste pompe “generiche”, seppur economiche, risultano estremamente sensibili alla precoce abrasione e all’occlusione causata dalla presenza di particelle abrasive. Inoltre, nella maggior parte dei casi, le pompe per acidi non sono autoadescanti o lo sono in maniera limitata e non in grado di essere operative in condizioni si di marcia a secco o a intermittenza, Tale condizione è frequente nei centri di stoccaggio dove il refluo si riversa nei contenitori predisposti allo stoccaggio delle batterie all’interno dei quali è necessario estrarlo per poterlo smaltire.

La Soluzione: le pompe autoadescanti per acidi contaminati Hose Carrier

Per superare queste criticità, si propone l’utilizzo di una pompe autoadescanti di superficie, come la linea “Hose Carrier”. Questa tipologia di pompa è stata studiata specificamente per resistere alla combinazione delle difficoltà generate dalla presenza di contaminante solido in miscele acide, garantendo una gestione ottimale anche in condizioni operative estreme. In particolare, il modello Hose Carrier HCP 20 si distingue per le seguenti caratteristiche:

Punti di forza decisivi:

  1. Adescamento rapido e a secco senza invasamento: La pompa è in grado di creare il vuoto a secco, eliminando la necessità di invasare preventivamente il corpo pompa.
  2. Insensibilità alla marcia a secco o a intermittenza: Grazie al design particolare, la pompa non subisce danni nemmeno se viene fatta girare a secco o in condizioni di intermittenza, una caratteristica essenziale durante le operazioni di aspirazione del refluo.
  3. Resistenza alla abrasione e all’usura: I materiali e la tecnologia impiegati garantiscono una maggiore durata operativa, minimizzando gli effetti dell’usura dovuti ai solidi presenti nel fluido.
  4. Capacità di trasporto di fluidi viscosi con solidi compatti e frangibili: La pompa è progettata per gestire miscele complesse, assicurando un flusso costante anche in presenza di particelle solide che potrebbero causare ostruzioni ad altri tipi di pompa.
  5. Facilità di pulizia: Al termine del ciclo di lavoro, la pompa si svuota completamente, evitando la formazione di ristagni e sedimentazioni che solitamente bloccano le pompe “generiche” soprattutto al riavvio dopo una pausa.
  6. Sicurezza per l’operatore: L’assenza di ristagni di liquido potenzialmente pericoloso riduce il rischio per l’operatore, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro.
  7. Possibilità di reversibilità in linea con la semplice contro rotazione: Questa caratteristica consente di invertire il flusso in caso di necessità, aumentando la flessibilità operativa.
  8. Maggior resa operativa con fluidi chimicamente aggressivi: La pompa si dimostra efficace nel trasportare fluidi di diversa natura, anche quelli ad alta aggressività chimica, mantenendo prestazioni elevate.
  9. Immediatezza di impiego e grande facilità d’uso anche per operatori non esperti: La semplicità di avvio e gestione rende il dispositivo adatto anche a chi non possiede competenze tecniche avanzate.

Pompe autoadescanti per acidi contaminati efficaci e durature.

Nel contesto del riciclo delle batterie, dove il recupero dell’elettrolita acido contaminato è una fase importante e critica, le pompe autoadescanti per acidi contaminati devono garantire affidabilità, resistenza e sicurezza. Le pompe “generiche”, pur essendo un’opzione economica, non rispondono adeguatamente alle esigenze di un ambiente operativo caratterizzato dalla presenza di particelle abrasive e da condizioni di funzionamento non costanti.

Ecco perché:

La pompa Hose Carrier HCP 20, con le sue numerose caratteristiche tecniche, si configura come una soluzione ideale per migliorare l’efficienza e la sicurezza del processo di recupero, contribuendo in maniera significativa all’ottimizzazione del processo di riciclo delle batterie ad elettrolita. A tal scopo un importante operatore specializzato nella gestione di batterie esaurite ha acquistato due pompe HCP 20 destinate alla aspirazione ed il trasferimento dei reflui acidi che si formano nei siti di stoccaggio o che si formano in seguito al processo di recupero dei vari elementi costituenti genericamente la batteria al piombo.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 20 

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