Pompe per fanghi di perforazione

Applicazione: pompe per fanghi di perforazione e svuotamento serbatoi smontabili da cantiere.

Il nostro cliente opera nel campo della geotecnica, operazioni quotidiane di trivellazione e sondaggio sono di ordinaria amministrazione. In molti cantieri, la perforazione è di piccolo diametro e con bassa produzione di fanghi residuali, a tal scopo vengo allestite in sito delle vasche smontabili che hanno la funzione di accumulare i fanghi di perforazione che si generano. Queste vasche hanno una capacità di pochi metri cubi. Un problema che sempre si pone è quello di drenare i fanghi in modo efficiente e pratico.  Per questa operazione si usano diversi tipi di pompe per fanghi di perforazione. Generalmente, nei grandi cantieri si fa uso di pompe centrifughe autoadescanti di medie grandi proporzione, ma in tali situazioni si opera il continuo ricircolo dei fanghi che vengono appositamente ricondizionati e dissabbiati prima di essere rimessi nel ciclo. Dato che questa operazione avviene in continuo, la scelta della pompa centrifuga auto-adescante risulta appropriata.

Esistono casi in cui i fanghi prodotti sono di modesta entità,  l’utilizzo di pompe centrifughe auto-adescanti non risulta assolutamente funzionale. Le pompe per fanghi di perforazione di tipo centrifugo auto-adescante hanno ottime capacità operative, ma perdono facilmente la colonna in aspirazione disadescandosi, è quindi necessario attendere un certo tempo affinché la pompa, riadescandosi, ritorni a funzionare. Il tempo di adescamento di una pompa centrifuga è variabile da pochi minuti (6-8) nei casi ideali, fino a tempi molto lunghi secondo i criteri di installazione e lo stato di usura della pompa. In ogni caso la pompa centrifuga autoadescante deve essere preventivamente riempita di acqua per poter funzionare, e tale deve rimanere durante il funzionamento, pena l’assoluta inoperatività per ragioni tecniche.

Cosa fare in presenza di volumi di fango relativamente modesti?

Esistono vari tipi di pompe per fanghi di perforazione, il nostro cliente ha scelto una pompa Hose Carrier HCP 35 montata su carrello con ruote pneumatiche per un pratico utilizzo in sito. La pompa HCP 35 ha una portata di 3000 litri orari, è auto-adescante a secco e non necessita di invasamento. Perfettamente in grado di operare con fluidi e fanghi altamente erosivi, anche se caratterizzati da viscosità molto elevata, (condizione operativa impossibile per le comuni pompe centrifughe auto-adescanti). La pompa HCP 35 può operare con afflusso intermittente e non subisce danni in caso di funzionamento a secco. La pompa può lavorare con agglomerati frangibili fino a 32 mm e soldi compatti fino 8 mm. La notevole semplicità di impiego e l’elevata efficienza fanno della HCP 35 la scelta ideale per l’aspirazione di fanghi di perforazione per cantieri dove si prevede una quantità di fanghi relativamente ridotta ma sia necessario operare in modo continuo senza dovere aspettare i lunghi tempi di adescamento e riadescamento delle comuni pompe centrifughe utilizzate nel settore.

Maggiori informazioni sulla pompa : Hose Carrier HCP 35

Pompe per fanghi sabbiosi molto abrasivi

Fanghi abrasivi ed usura precoce delle pompe a cavità progressiva,

Pompe per fanghi sabbiosi molto abrasivi, quali scegliere? Certamente non è facile dare una risposta ad una domanda così generica. Esistono diverse soluzioni ed ognuna  deve essere valutata caso per caso.

Recentemente abbiamo sostituito un paio di pompe monovite su un impianto di pompaggio destinato alla produzione di acqua potabile. L’impianto di potabilizzazione prevede ovviamente una ampia fase di filtrazione fisica che genera una notevole quantità di fanghi da trattare ed eliminare. L’acqua viene direttamente aspirata da un fiume che nel punto specifico, è particolarmente ricco di sabbia, di conseguenza il fango che ne risulta, possiede una notevole carica abrasiva. Il fango prodotto viene allontanato da quattro pompe per fanghi abrasivi di tipo monovite (o cavità progressiva)  introdotte nell’impianto nella fase di progetto.

Le pompe a cavità progressiva sono molto note e quindi largamente utilizzate in qualsiasi progetto industriale. Spesso a livello progettuale non si considerano abbastanza alcuni aspetti caratteristici delle pompe monovite, soprattutto non vengono valutati i punti deboli di questo tipo di pompe, ne le eventuali alternative pur disponibili sul mercato.

Valutazioni sommarie, possono generare problemi, esattamente ciò che accade alle quattro pompe di questo impianto. Nel corso degli anni ci si è resi conto che le pompe a cavità progressiva subiscono una severa azione abrasiva, richiedendo di fatto notevole attività di manutenzione e un elevatissima spesa in costose parti di ricambio.

Un impianto del tipo esposto, non presidiato, con la tipologia di fluidi altamente abrasivi trattati, è l’ultimo posto dove utilizzare le pompe monovite. A causa della evidente e ben prevedibile azione abrasiva, gli statori e i rotori si consumano rapidamente, l’occasionale funzionamento a secco delle pompe dovuto a vari fattori, contribuisce al decadimento rapido della funzionalità operativa delle pompe in questione. Si consideri che le operazioni di manutenzione già molto frequenti, richiedevano pure lo smontaggio e la rimozione delle pompe in avarie, per trasportale in officina per la costosissima manutenzione. L’impianto di proprietà di una pubblica amministrazione ha funzionato così per decenni.

Passato di recente nella proprietà di un asset privato, non ci è voluto molto affinché la direzione tecnica della nuova proprietà , mettesse mano alla necessaria revisione tecnica per limitare significativamente l’alto costo generato dalla gestione delle quattro semplici pompe a cavità progressiva.

Una proposta differente dal solito, e di maggior durata.

L’iniziativa adottata dal nuovo gestore, prevede la sostituzione di due pompe monovite con due pompe a membrana tubolare Hose Carrier HCP40. La pompa Hose Carrier resiste molto meglio e più a lungo alla abrasione provocata dai fanghi sabbiosi. Ma quali sono le caratteristiche chiave della pompa Hose Carrier HCP 40

  • Bassa velocità di rotazione = bassa usura. Una pompa Hose Carrier ruota ad un quinto della velocità minima di una pompa a cavità progressiva di pari grandezza
  • Nella pompa Hose Carrier non vi è contatto tra organi meccanici della pompa ed il liquido usurante. Il fluido pompato rimane all’interno della membrana tubolare la quale è disegnata e realizzata per offrire la massima resistenza alla usura.
  • La pompa è autoadescante a secco ed in grado di funzionare a vuoto o ad intermittenza senza rischio di danneggiare organi meccanici e la funzionalità della pompa stessa.
  • La pompa a membrana tubolare Hose Carrier dispone di un solo organo di usura, facilmente sostituibile in sito quando è necessario, senza rimuovere la pompa dal punto di installazione e senza dovere neppure smontare le tubazioni di linea dell’impianto.
  • Nella pompa a membrana tubolare Hose Carrier non vi sono parti meccaniche metalliche a contatto con il liquido abrasivo. Non ci sono valvole, sedi, tenute meccaniche, sistemi di tenuta di qualsiasi tipo, giunti o altri sistemi di connessione.

Perché la pompa a cavità progressiva è poco adatta a trattare fanghi sabbiosi.

  • A parità di portata la pompa monovite gira a velocità molto più elevate rispetto ad una pompa a membrana tubolare. Facile intuire che l’usura e la abrasione avranno effetti più rapidi e devastanti in brevissimo tempo.
  • In qualsiasi pompa monovite lo statore è disponibile in materiali resistenti alla usura, ma il rotore è realizzato in acciaio inox, cromato o con rivestimenti superficiali di vario tipo, Ma per quanti si cerchi di applicare le migliori soluzioni tecnologiche, il rotore subisce in ogni caso una severa azione abrasiva da parte di fanghi sabbiosi e fluidi abrasivi in generale proprio per la frizione tra rotore e statore presente nel principio stesso di funzionamento della pompa.
  • La pompa a cavità progressiva è autoadescante ma non può assolutamente girare a secco se non per pochi secondi, pena la rapida e prematura usura dello statore in gomma.
  • La pompa a cavità progressiva, in caso di manutenzione richiede la sua rimozione dal sito di lavoro ed il totale smontaggio per poter sostituire le parti danneggiate, spesso questa operazione deve essere fatta in una officina specializzata.
  • I componenti di usura su una pompa monovite sono almeno 4: lo statore, il rotore, la tenuta meccanica, il giunto di connessione. Il costo di queste parti di ricambio ed i conseguenti oneri di montaggio da eseguirsi presso officine specializzate, rendono chiaramente evidente l’elevato costo di gestione di una pompa a cavità progressiva, soprattutto se impiegata in modo poco appropriato.

Terminata la fase di test delle prime due pompe Hose Carrier HCP 40, altre due macchine andranno a sostituire le pompe a cavità progressiva finora impiegate, riportando i costi di gestione dell’impianto dentro valori adeguati e privi degli sprechi caratteristici tipici della precedente gestione “pubblica”.

Maggiori informazioni sulla pompa : Hose Carrier HCP 40

Pompe per fanghi abrasivi.

Disidratazione fanghi derivanti dal taglio di materiale lapideo.

Di recente abbiamo risolto un importante problema che si presentava ad un nostro cliente attivo nel settore ecologico di disidratazione dei fanghi. La soluzione si è concretizzata con la sostituzione di una pompa a cavità progressiva, con una nostra pompa Hose Carrier HCP 65 per aspirazione e travaso di fanghi abrasivi.

La precedente installazione del cliente, prevedeva uso di una pompa monovite che doveva prelevare fanghi abrasivi contenuti in cisternette da 1000 litri.

I fanghi vengono aspirati dall’imboccatura superiore della cisternetta introducendo il tubo di aspirazione della pompa monovite. La pompa deve quindi operare in aspirazione per autoadescamento, condizione notoriamente critica per una pompa a cavità progressiva. Come è noto, la pompa monovite è certamente autoadescante, ma non in grado di funzionare a secco senza danno.

Spesso, la natura dei fanghi conferiti al cliente per la disidratazione, è diversa a secondo l’origine di formazione. Il fango deve peraltro essere aspirato per convogliarlo in un decanter per la disidratazione. Frequentemente la pompa monovite operante in condizioni di autadescamento, non riesce a formare un afflusso di liquido costante, esponendosi di conseguente a periodi prolungati di funzionamento a vuoto.

La natura abrasiva dei fanghi trattati, genera oltretutto una severa azione erosiva sul gruppo statore e rotore della pompa a cavità progressiva. L’impossibilità di collocare la pompa monovite sottobattente, esponeva la stessa a notevole usura e frequenti guasti.

La riparazione ed il ripristino della pompa, cominciava a diventare una questione di costo piuttosto considerevole.

Il fermo macchina della pompa, ed in generale dell’impianto procura perdite di tempo significative. La soluzione a questo problema è stata trovata sostituendo la pompa monovite con una nostra pompe per fanghi a membrana tubolare Hose Carrier HCP 65 dotata di inverter per la regolazione della portata, in modo da potersi adattare facilmente alle diverse caratteristiche dei fanghi conferiti per le operazioni di disidratazione.

Pompe per trattamento fanghi con una caratteristica ideale: la resistenza.

Totalmente insensibile alla marcia a secco e in grado di sviluppare un vuoto molto superiore alla pompa monovite, la HCP 65 aspira con maggiore efficacia i fanghi contenuti nelle cisternette. Il rischio di deteriorare la pompa a causa di un afflusso discontinuo del fluido è del tutto inesistente.

L’unico organo di usura previsto, la membrana tubolare, è oltretutto sostituibile sul posto in pochi minuti senza neppure rimuovere le tubazioni. La precedente pompa monovite doveva essere smontata e rimossa per essere riparata in officina con notevole costo in termini di parti di ricambio e mano d’opera. L’esperienza del cliente è stata così positiva che prevede l’acquisto di una seconda pompa per l’ampliamento dell’impianto con l’introduzione di una nuova centrifuga decanter in fase di realizzazione.

Maggiori informazioni sulla pompa : Hose Carrier HCP 65

Pompa per aspirazione fanghi di impianti waterjet o taglio all’acqua.

Recupero abrasivo esaurito di impianti waterjet, criticità.

Gli impianti per taglio all’acqua o waterjet si sono rapidamente diffusi perché consentono o semplificano lavorazioni di taglio complesse per le quali in passato sarebbe stato necessario molto tempo. I sistemi di taglio waterjet possono tagliare materiali molto duri e di grande spessore, ma per effettuare la lavorazione, oltre al getto di acqua a grande pressione, è necessario l’uso di notevoli quantità di abrasivo che combinato con la grande velocità prodotta dall’acqua pressurizzata rende possibile il taglio di materiali molto difficili come metalli e materiali lapidei. L’abrasivo utilizzato è costituito da cristalli di sabbia speciale che con l’uso tende ad esaurirsi perdendo le proprietà geometriche di taglio, ponendo un nuovo problema, quello dell’aspirazione fanghi abrasivi.

Recupero abrasivo esaurito, difficoltà.

Una volta esaurito, l’abrasivo deve essere sostituito e smaltito. Dato che l’abrasivo esaurito si trova nella forma di fango fluido deve essere recuperato separandolo dall’acqua mediante l’impianto di filtrazione di cui la macchina da taglio waterjet è normalmente dotata.

Certamente le macchine per taglio all’acqua waterjet si sono molto evolute nel tempo e con esse anche gli accessori forniti a loro completamento, come gli impianti di filtrazione e recupero e re-immissione dell’acqua di processo, più raramente, quelli di aspirazione dell’abrasivo esaurito.

Curioso il fatto che malgrado la continua evoluzione tecnologica delle macchine per taglio all’acqua, spesso molti problemi “originari” ancora oggi persistono, uno di questi, è l’accumulo del fango abrasivo nella vasca ed il suo recupero. Questo aspetto crea un notevole disagio all’utilizzatore che si trova a dover rimuovere grandi quantità di deposito di fango abrasivo, difficile da smuovere ed aspirare ed altamente erosivo per le pompe generalmente (inadeguate) montate di primo impianto sulla grande maggioranza delle macchine.

Ma esiste una soluzione a questo problema?

In una certa misura la risposta è SI, una pompa Hose Carrier è un grado di generare un vuoto molto elevato ed aspirare un fango denso e molto abrasivo resistendo perfettamente alla azione altamente erosiva della sabbia da taglio, insensibile al funzionamento intermittente o a secco, la pompa Hose Carrier può essere utilizzata utilizzando il tubo di aspirazione allo stesso modo di come si opera con un aspirapolvere recuperando il fango abrasivo che si raccoglie sul fondo della vasca a patto che lo stesso non sia ormai sedimentato e concrezionato da molto tempo.

L’utilizzo frequente della pompa Hose Carrier preserva anche l’impianto di ricircolo dell’acqua di processo da rapida usura, dato che in genere sugli impianti di prima fornitura, molto raramente vengono utilizzate pompe effettivamente adatte (e ovviamente molto più costose).

Le pompe Hose Carrier della grandezza 35 e 40 sono i modelli tra i più utilizzati dagli utenti di impianti di taglio ad acqua waterjet.

Particolarmente diffuse nel settore della lavorazione di marmi e materiali lapidei, le pompe Hose Carrier sono particolarmente adatte anche a trattare fanghi altamente erosivi come quelli generati dal taglio di materiali metallici dove oltre ai cristalli di sabbia erosiva si aggiunge il particolato metallico finissimo generato dal processo di taglio waterjet.

Maggiorni informazioni sulla pompa : Hose Carrier HCP 35

Mi interessa ma senza impegno, tienimi informato

Pompe peristaltiche per il pompaggio di miscele di calcestruzzo con fibra di vetro GRC.

Calcestruzzo GRC e miscele abrasive di cemento rinforzato con fibra di vetro ed altri additivi.

Questa particolare versione del calcestruzzo si compone di cemento, ghiaia, sabbia silicea o di altri minerali, fibra di vetro, additivi vari come, fluidificanti, polimeri e pigmenti coloranti, infine naturalmente acqua . Quando è necessario ottenere un prodotto particolarmente leggero vengono aggiunte anche perle di polistirolo, ottenendo un calcestruzzo molto resistente dal punto di vista strutturale ma così leggero da renderlo sostanzialmente un materiale davvero ideale. Il calcestruzzo GRC caricato di fibra di vetro è un fluido molto strutturato, viscoso e molto abrasivo che può essere pompato facilmente per la realizzazione di prodotti finiti come pannelli, elementi strutturali, o come nel caso del nostro cliente elementi scenografici come rocce finte.

Pompaggio della miscela di calcestruzzo utilizzando una pompa peristaltica .

il GRC è un tipo di miscela è molto economica, resistente come una roccia di tipo naturale, ma molto semplice da lavorare, pertanto si presta perfettamente per la realizzazione di elementi finiti in serie che comporranno una scenografia durevole e leggera per particolari lavori architettonici, piscine, vasche idromassaggio o componenti di arredamento da esterni.

Il pompaggio del calcestruzzo GCR è facile, ma crea molti problemi perché la miscela è viscosa, abrasiva e contiene sabbia di vari minerali e fibra di vetro, pertanto, l’effetto usurante sulle pompe preposte al trasferimento è di chiara evidenza. Il nostro cliente, ha utilizzato per decenni l’unica pompa disponibile in grado di fornire un servizio industrialmente accettabile con tale tipo di miscela. La pompa monovite, sebbene la pompa abbia compiuto un servizio certamente valido, i costi di manutenzione derivanti dal trattamento di una miscela così usurante come il calcestruzzo, sono diventati molto importanti. La pompa monovite impiegata fa un ottimo lavoro, ma richiede una frequente sostituzione dello statore e del rotore. Il costo di gestione della pompa monovite è diventato così elevato da indurre il cliente alla ricerca di una soluzione alternativa.

Perché utilizzare una pompa peristaltica?

Una pompa peristaltica HCP 50 ha preso il posto della precedente pompa monovite concretizzando in breve tempo degli evidenti vantaggi di ordine economico. Oltre ad essere in grado di pompare la miscela abrasiva, la pompa, ruotando ad una velocità ridotta, è molto meno soggetta alla forte azione aggressiva del materiale trattato. La membrana tubolare, unico organo di usura presente nella pompa, ha totalizzato una durata largamente superiore rispetto a quella dei componenti di usura della pompa monovite. Anche la manutenzione della pompa ne è risultata semplificata, con la pompa peristaltica non si è più reso necessario il totale smontaggio della pompa dall’impianto per la sostituzione delle parti usurate. La semplice sostituzione della membrana tubolare avviene direttamente sull’impianto senza rimuovere la pompa o le tubazioni, riducendo di fatto in modo considerevole tempi morti e costi generali.
La pompa peristaltica è una soluzione molto economica ed efficiente per pompare il calcestruzzo GRC ed ha ottenuto in breve tempo la piena soddisfazione del cliente, che prevede di modificare le altre linee di produzione esistenti dopo questa positiva esperienza.

Ulteriori informazioni sulla pompa : Hose Carrier HCP 50

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