Pompare acido solforico

Scopo dell’applicazione pompare acido solforico e reflui derivati.

pompe adatte per pompare-acido-solforicoQuesta azienda nostra cliente, si occupa del recupero di materiali metallici, plastici e di altre sostanze chimiche per la successiva rigenerazione. In un sito produttivo è presente un particolare tipo di impianto che ha lo scopo di recuperare le batterie industriali o automobilistiche dismesse.
Dal ciclo di recupero si otterrà il piombo, materie plastiche e sostanze chimiche, in massima parte acido solforico, solfato di sodio. In una delle fasi iniziali del processo di riciclo si deve pompare acido solforico accumulato dallo svuotamento delle batterie. Tale acido viene raccolto in vasche ed è contaminato da sostanze solide di vario tipo, formazioni cristalline, particelle di plastica, polveri metalliche, fanghiglie acide. Ne risulta un fluido con caratteristiche di aggressività chimiche e meccaniche notevoli. Il fluido deve essere pompato con pompe di superficie per limitare al massimo eventuali problemi di sicurezza, le esperienze condotte in passato con pompe centrifughe sono state molto deludenti, grandi difficoltà di adescamento, rapido decadimento dei sistemi di tenuta, intasamento molto frequente della girante, fermi macchina continui. L’azienda sperimentò l’uso di pompe a membrana pneumatiche, ma anche in questo casi si verificarono problemi abbastanza rilevanti, adescamento incerto a causa dell’usura del sistema valvolare, in caso di rottura delle membrane, accadeva spesso che il fluido contaminato passando attraverso la membrana deteriorata, si riversasse nel cassetto di distribuzione dell’aria compressa distruggendolo irrimediabilmente. In entrami i casi, sia le pompe centrifughe che quelle pneumatiche richiedevano la completa rimozione della pompa per operarne la manutenzione. Dato che le esperienze passate non furono certo positive , non fu facile convincere l’azienda a sperimentare una soluzione diversa e non molto convenzionale. Alla fine riuscimmo ad introdurre nel ciclo produttivo una pompa HCP 5.0 nel 2010. Da quel momento l’azienda non ha più avuto problemi derivanti dal pompaggio di acido solforico contaminato. La pompa ha un costo operativo di tre tubi peristaltici ogni anno, senza fermi macchina ed oneri significativi ulteriori. Nel corso del 2016 un’altra HCP 5.0 ha affiancato quella esistente per aumentare ulteriormente in potenziale produttivo.

Per ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 5.0

Pompe Hose Carrier per aspirazione reflui e fanghi derivanti dalla finitura di superfici metalliche

pompa-per-fanghi-di-verniciaturaUna pompa HCP 5.0 si occupa del recupero e del trasferimento dei fluidi generati dal processo di rigenerazione delle bombole per gas compresso di una azienda facente parte di un grosso gruppo industriale specializzato nella produzione e commercio di bombole e pacchi bombole di gas per impiego industriale.
Una di queste aziende del gruppo, si occupa del recupero e della rigenerazione delle bombole. Tra le fasi di lavorazione, si prevede il lavaggio e la bonifica delle bombole, la sabbiatura, le operazioni di pretrattamento e la finitura finale con la verniciatura del prodotto, spesso con tinte personalizzate. Questa azienda lavora migliaia di bombole ogni anno, in acciaio, alluminio, con accessori o senza.
La pompa Hose Carrier HCP 5.0 utilizzata è una pompa di medie proporzioni, e si deve occupare del recupero e del trasferimento dei reflui e fanghi liquidi derivanti dal processo di lavorazione. Partendo dalla bonifica per arrivare alla verniciatura, la varietà dei liquidi pompati è quindi molto ampia, come pure la viscosità, ma la presenza del variatore di giri consente alla pompa un perfetto adattamento alla diversa consistenza dei liquidi. Nei reflui vi è presenza di sostanze aggressive, sospensioni solide, residuali abrasive sabbiose, agglomerati vari, c’è di tutto, in forma liquida o fangosa. L’unica pompa che può fare tutto questo lavoro è una sola, la Hose Carrier HCP 5.0. Con un passaggio libero fino a 50 mm di diametro, la pompa HCP 5.0 svolge la propria funzione in tutte le fasi previste, a partire dal 2007, anno in cui è entrata in servizio.Va aggiunto, che nei tempi morti, o quando è necessario deve anche drenare i fanghi di verniciatura dalle vasche delle cabine. Il cliente acquista una membrana tubolare di ricambio ogni due anni circa, la pompa passa di mano in mano ai vari operatori per il proprio servizio, senza difficoltà, garantendo sempre un funzionamento pronto efficace, a basso costo.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 5.0

Pompe Hose Carrier e fanghi reflui di galvanica

Scopo della applicazione: Galvanica, aspirazione da vasche di reflui fangosi con pompe per sospensioni derivanti da processi di galvanostegia.

pompe-hose-carrier-reflui-di-galvanicaL’azienda ha la necessità di aspirare da vasche interrate i reflui derivanti dal loro processo produttivo. Tali fluidi, oltre a mantenere una aggressività chimica variabile ma sempre consistente, sono anche caratterizzati dalla presenza di particolato metallico che si accumula durante i vari processi di lavorazione. In passato sono state utilizzate pompe di vari tipi, centrifughe, pneumatiche a membrana, pure sommergibili. Nessuna pompa precedentemente impiagata, ha mai risolto il problema, per un motivo o per l’altro, quando si presentava la necessità di effettuare qualche travaso, la pompa preposta era rotta, non si innescava, si ostruiva, funzionava bene fino alla volta ma ora non c’è verso. Si tenga presente che in galvanica,la natura dei fluido, oltre che corrosivo per via del presenza sostanze chimiche necessarie al pre-trattamento, vi sono i micro depositi lasciati durante la fase di pre-trattamento. Durante le operazione di galvanica, la preparazione dei prodotti da trattare prevede anche cicli di pulitura con bagni acidi e alcalini che servono a migliorare la qualità del trattamento galvanico finale. E’ in tali bagni che si concentra buona parte di particolato metallico. La combinazione di corrosione chimica e abrasione metallica, tipica nella galvanica, crea un mix molto dannoso per le pompe, Vediamo perché:

Le pompe centrifughe hanno il loro punto debole nel sistema di tenuta idraulico, costituito dalla tenuta meccanica o da anelli in gomma. Il sistema di tenuta è resistente alla corrosione chimica, ma poco possono contro l’abrasione. Dopo tempo indefinito, ma sempre troppo breve il sistema di tenuta cede e la pompa rilascia fluido che potrà aggredire componenti non protetti al contatto di liquidi aggressivi.

La pompa centrifuga pure, deve essere utilizzata sotto il livello del liquido per funzionare correttamente, mal si adatta quindi a servizi di tipo generale in luoghi differenti. La centrifuga non è adatta a trasferire fluidi che posso avere viscosità elevate come fanghi.

Ma i fanghi si generano, e bisogna occuparsene in qualche modo. Le pompe centrifughe esistono anche in versione auto-aspirante, e sono molto più adatte a trattare reflui con sospensioni o fanghiglie sciolte.

I tempi di adescamento di una pompa auto-aspirante sono lunghi a volte 15-20 minuti, se la pompa prende aria in aspirazione per qualche deprecabile motivo, la pompa si deve innescare di nuovo, con conseguente spreco di tempo. Quando i livelli nelle vasche sono minimi questo fenomeno è garantito.

Le pompe centrifughe pure o auto-aspiranti girano veloce (2800 giri al minuti) gli organi di tenuta preposti allo sbarramento del liquido, subiscono per questo motivo una forte abrasione dovuta alla azione della velocità di rotazione alla presenza di particolato metallico abrasivo.  In tempi relativamente brevi la pompa perde la sua capacità di aspirazione e sarà necessario intervenire sulla manutenzione della stessa. Il fermo macchina lungo perché deve essere smontata completamente per sostituire l’organo di tenuta, spesso questo tipo di intervento viene effettuato da riparatori specifici in officine esterne, tale operazione non è economicamente insignificante.

Veniamo alle pompe pneumatiche a doppia membrana, costano forse meno di tutte le altre, ma ATTENZIONE, se si accetta il costo di gestione dell’aria compressa (notevole a conti fatti), è qui che con queste pompe si rivela il limite maggiore.

Il costo limitato di acquisto in rapporto alle altre pompe, invoglia parecchio. Le pompe a membrana si comportano abbastanza bene, meglio delle centrifughe.

Il limite in queste pompe consiste nel fatto che esiste un sistema di valvole per farle funzionare, sopratutto nella fase di aspirazione e adescamento, tutto bene in presenza di reflui poco densi. La situazione cambia quando si ha a che fare con fanghi. Il sistema valvolare non garantisce più un funzionamento lineare, quando la valvola non tiene in modo perfetto la pompa perde la capacità di aspirare e deve innescarsi di nuovo. Sono anche piuttosto rumorose anche se questo è un problema relativo. Il problema vero e che non si fa manutenzione preventiva, quando si rompe la membrana i fluidi aggressivi si riversano nel cassetto di distribuzione creando danni tali da doverlo sostituire completamente. Qualche anno fa hanno acquistato una Hose Carrier HCP 3.5, la usano sempre, senza troppi riguardi, anche per ragioni differenti da quelle di acquisto. Si fanno vivi una volta ogni anno e mezzo per l’acquisto di una membrana tubolare, che naturalmente sostituiscono internamente a costi irrisori.

Ulteriori informazioni sulla pompa Hose Carrier HCP 3.5